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DHEA - Deidroepiandosterone
DHEA “MADRE DI TUTTU GLI ORMONI” IN LIBERA VENDITA IN U.S.A., ORA IN LIBERA VENDITA in FRANCIA
Uno dei segnali più importanti dell’invecchiamento è rappresentato dal deidroepiandrosterone (DHEA), un ormone prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali ed in parte dalle gonadi.
Esso viene chiamato “la madre di tutti gli ormoni” poichè l’organismo lo utilizza per produrre corticosterone, nonché ormoni sessuali femminili e maschili, come il testosterone, l’estrogeno e il progesterone. I livelli massimi di DHEA si raggiungono intorno al venticinquesimo anno di età, per poi diminuire gradatamente. All’età di sessanta anni, il livelli di DHEA sono 1/3 (o meno) di quelli riscontrati nei giovani adulti.
Tale diminuzione del DHEA, è stata associata a malattie dipendenti dall’età come il diabete, il morbo di Alzheimer, malattie cardiovascolari ed il cancro, nonché a condizioni dipendenti dall’età come la tendenza ad aumentare di peso, al graduale aumento delle proporzioni dei lipidi corporei ed un indebolimento generale del sistema immunitario. Una diminuzione dei livelli di DHEA nell’organismo, può dipendere non solo dall’età, bensì anche dallo stress e dalle infezioni.
Infatti i livelli di DHEA tendono ad aumentare in soggetti malati della stessa età.
Poiché una concentrazione scarsa di DHEA si associa ad una malattia, sembra logico reintegrare il livello di DHEA in modo tale da ripristinare le condizioni biologiche di giovinezza e di salute. Esperimenti condotti su animali e tests clinici eseguiti su esseri umani, hanno dimostrato ulteriori effetti benefici del DHEA in certe condizioni in cui i valori di DHEA sono bassi.
DHEA e cervello
Per quanto possa essere stato detto a proposito del DHEA, uno dei risultati più importanti che è emerso da studi eseguiti su esseri umani, consiste nel fatto che i soggetti presi in esame, avvertono una condizione fisica e psicologica decisamente migliore. La quantità di DHEA diminuisce in risposta ad una condizione di stress o di benessere. I livelli di DHEA diminuiscono in risposta allo stress (o incapacità di reagire allo stress) mentre aumentano i valori di cortisolo (l’ormone dello stress). Un aumento del cortisolo, può provocare danni cerebrali negli animali. Una bassa quantità di DHEA in un cervello in fase di invecchiamento, può predisporlo a danni o permettere che concentrazioni normali di cortisolo, agiscano da agente neurotossico. Basse proporzioni di cortisolo e DHEA, sono state riscontrate in pazienti affetti da anoressia nervosa, stress chirurgico, in altri trattati con terapia citotossica e in quelli depressi. Il tessuto cerebrale, contiene quantità di DHEA cinque, sei volte superiori a quelle di qualsiasi altro tessuto del nostro organismo. Nei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, si è riscontrato una percentuale schiacciante pari al 48% in meno di DHEA nel sangue rispetto ai controlli dello stesso gruppo di età. Sulla base di esperimenti, si è scoperto che esistono alcune forme di memoria, che hanno mostrato un miglioramento conseguente all’integrazione con DHEA. Il sonno REM (Rapid Eye Movement) è ritenuto in parte responsabile della capacità di memoria. Con una singola dose di 500 mg di DHEA somministrata a dieci giovani pazienti di sesso maschile sani, il sonno REM e l’attività EEG nella gamma di frequenza sigma, aumentarono significativamente (10).
DHEA e LIPIDI DEL CORPO E MUSCOLI
Durante gli studi eseguiti sia su animali che sull’uomo, si è scoperto che l’aggiunta di DHEA ha la capacità di ridurre la quantità di lipidi presenti nel corpo e di aumentare la massa muscolare, senza alcuna riduzione delle calorie. Vari studi hanno dimostrato che bassi valori di DHEA sono associati all’obesità. In studi sia su animali che sull’uomo, il DHEA ha ridotto il grasso corporeo con o senza perdita di peso. Così come avviene per l’ormone tiroideo, il DHEA sembra rafforzare la termogenesi e l’efficacia metabolica che è in diminuzione. Grazie alla sua capacità di aumentare gli enzimi necessari per il metabolismo dei grassi, e di bloccare gli enzimi responsabili dell’immagazzinamento dei lipidi, esso sembra spostare il metabolismo dal produrre lipidi al creare massa muscolare ed energia. Inoltre esso aumenta la sensibilità all’ormone tiroideo (bassi livelli di DHEA solfato sierico è stato riscontrato in pazienti affetti da ipotiroidismo).
DHEA e DIABETE E RESISTENZA ALL’INSULINA
Se è vero che il 10% dei diabetici non produce insulina, a sufficienza è anche vero che il restante 90% di essi sono insulino-resistenti. Essi producono una quantità di insulina normale o addirittura elevata, tuttavia non sono in grado di utilizzarla in modo efficace. Quantità elevate di insulina non utilizzate presenti nell’organismo, possono ridurre i livelli di DHEA, che a loro volta possono contribuire all’insorgenza di problemi cardiovascolari e tendenza all’obesità, disturbi tipici dei diabetici, in particolar modo quando ciò si verifica in età avanzata. Sia nelle cavie insulino-resistenti, che in quelle con normale processo di invecchiamento , sembra che il DHEA aumenti la sensibilità all’insulina. Alcuni medici, riferiscono che l’integrazione con DHEA , aumenta la sensibilità all’insulina e riducendo il bisogno di insulina nell’uomo.
DHEA e MALATTIE CARDIOVASCOLARI
I livelli di DHEA rappresentano un indicatore sicuro del blocco arterioso, i livelli di colesterolo LDL, l’ipertensione ed altri fattori di rischio associati alle malattie cardiache. In uno studio che si è protratto per oltre venti anni, si è riscontrato, che i livelli di DHEA solfato erano assai inferiori in uomini la cui morte fu causata da malattie alle coronarie piuttosto che in soggetti più sani. Studi clinici sul DHEA rivelano che l’integrazione con DHEA è in grado di ridurre il colesterolo sierico totale, in particolar modo il colesterolo LDL, del 18% senza un cambiamento dello stile di vita (1). Tale funzione protettiva del DHEA, in parte, potrebbe essere dovuta all’abilità di questo nell’inibire il G6PD. Nel momento in cui i livelli di DHEA diminuiscono, il sistema enzimatico funziona più rapidamente, aumentando la produzione sia degli acidi grassi, che di colesterolo (5).
DHEA e FUNZIONE IMMUNITARIA
IL DHEA sembra stimolare la proliferazione di cellule T e la sintesi dell’interleuchina II. E’ stato riferito che negli animali, il DHEA è in grado di proteggere dal cancro e da infezioni virali aumentando l’efficacia dei vaccini e migliortando la funzione timica.
Il DHEA può essere usato come indicatore della funzione immunitaria, per individuare a priori l’insorgenza di malattie e la loro progressione. Durante uno studio condotto su un campione di 5.000 donne, coloro che svilupparono il cancro al seno riferirono escrezione urinaria subnormale di metaboliti DHEA addirittura nove anni dello sviluppo della malattia, e il rischio più elevato di ammalarsi di cancro era associato a livelli più bassi di DHEA. Nei pazienti infettati da HIV, l’AIDS si manifesta solo dopo che i livelli di DHEA cominciano a diminuire.
Numerosi ricercatori, ritengono, che poiché i livelli del DHEA possono preannunciare le malattie e la loro progressione, DHEA in aggiunta, potrebbe prevenire le malattie e la loro progressione.
Durante un esperimento condotto sull’uomo, dieci pazienti affetti da una forma più o meno lieve di lupus eritematoso sistemico ( ed altre malattie), furono trattati con 200 mg al giorno di DHEA solfato da assumere per via orale per un periodo che variava da tre a sei mesi. Dopo il trattamento, gli indici di attività generale del lupus
eritematoso migliorarono e la necessità di ricorrere al corticosteroide diminuì. Su tre pazienti affetti da proteinuria, due mostrarono una notevole riduzione della escrezione di proteine, mentre uno avvertì una diminuzione modesta di questa.
DHEA e MENOPAUSA ED OSTEOPOROSI
Nelle donne, un livello basso di DHEA, è associato alla menopausa , con conseguente riduzione della massa ossea. Durante la menopausa la produzione ovarica di DHEA, rallenta e le ghiandole surrenali possono sostituirlo non adeguatamente. La conseguente mancanza di DHEA può essere il motivo per cui l’osteoporosi colpisce così tante donne dopo la menopausa. Secondo uno studio svolto, il livello medio plasmatico (mg/100 ml) di DHEA è di 547 in donne in premenopausa, 197 in donne in postmenopausa e solo 126 in pazienti a cui sono state rimosse chirurgicamente le ovaie. Nella donna tanto più basso è il livello di DHEA, tanto inferiore sarà la densità ossea e quindi maggiore il rischio di osteoporosi. Il DHEA può avere effetti positivi sull’osteoporosi, aumentando il riassorbimento e la formazione di strutture ossee ed il livello di estrogeno, progesterone e testosterone.
INTEGRAZIONE CON IL DHEA
Il livello tipico di DHEA nel sangue in un ventenne varia da 300 a 500 mcg/dl. Il dosaggio consigliato generalmente è di 5 -50 mg il giorno per le donne e 25 - 100 mg per gli uomini. La patata dolce messicana selvatica, è stata venduta e propagandata da venditori, che la indicavano come precursore della produzione di DHEA; tuttavia esistono pareri contrastanti circa il fatto che essa possa aumentare o meno i livelli di DHEA nell’organismo. Perciò si suggerisce di ricorrere al DHEA farmaceutico. Sebbene sembri che il DHEA protegga dal cancro, generalmente non viene consigliato a soggetti affetti da cancro al seno o alla prostata, poiché questi sono stati associati a livelli alti di testosterone ed estrogeni.
STIMOLATORI DEL DHEA
Esistono in commercio anche prodotti che servono a stimolare le nostre ghiandole a produrre maggiori quantita' di DHEA. Un esempio tipico e' la WILD YAM (Discorea Villosa), usata da moltissimi secoli dai popoli del centro e sud america. (Vedi D.H.E.A. della ditta ANDERSON RESEARCH).
IN SINTESI:
O deidropiandrosterone, deidroisoandrosterone, prasterone.
Riequilibra le ghiandole surrenali. Va preso per 2 mesi massimo, 30 mg di primo mattino, eventualmente seguiti da altri 30 mg a tarda mattinata.
Il dhea si trova facilmente in compresse da 5mg.
E' opportuno cominciare con bassi tassi di 5 mg per le donne, 10 mg per gli uomini e aumentare gradatamente di 5 -10 mg la settimana fino a quando i risultati non siano raggiunti. La dose massima è di 25 mg per le donne e di 50 mg per l'uomo. Dosi più alte sono usate nel lupus e negli affetti da AIDS.
La produzione di DHEA ad parte delle ghiandole surrenali, rallenta con l'avanzare dell'età.
Dhea, come biomarcatore per l'età, è uno dei migliori indicatori per valutare quanto vecchi in realtà si è.
Consente di produrre meglio la mielina (rivestimento delle fibre nervose che amplifica la velocità di trasmissione dei segnali), stimola la produzione dell'enzima G6PD, con riduzione delle cellule adipose.
E’ anche usata contro lo stress. Si procura sotto ricetta medica o attraverso lo yam o discorrea, una pianta tropicale che sorregge le surrenali nella produzione dell’ormone dhea oppure con Tribulus Terrestris.
E’ la madre di tutti gli altri ormoni perché da essa si formano gli altri.
E’ importante che sia purissima. Alcuni studi evidenziamo che sembra "aiutare" alcune forme di cancro (legati allo stato ormonale), in pratica ha controindicazioni, così come ad es. la terapia ormonale sostitutiva (molto valida nella donna in menopausa) non può essere usata da donne che ad es. hanno avuto tumore alla mammella, in quanto gli estrogeni possono aiutare lo sviluppo di tumore alla mammella.
E' necessario quindi un esame del proprio medico curante affinché valuti l'opportunità dell'uso.
Una ricerca condotta in Francia dalla Fondazione Nazionale di Gerontorogia ha provato azioni sulla pelle che diventerebbe più elastica, aumenterebbe lo strato protettivo si sebo, e in certi casi sulla calcificazione delle ossa. Nelle donne in età più avanzate è stato riscontrato un aumento del desiderio sessuale.
Poiché influenza la produzione di estrogeni e androgeni è opportuno che venga assunto dopo avere praticato una serie di esami ormonali. Per gli uomini affetti da ipertrofia prostatica è opportuno controllare il psa e il diidrotestosterone, deve essere usato con la massima prudenza in soggetti affetti da adenoma prostatico perché può incrementare i tassi degli androgeni.
Effetti gravi non sono stati descritti per l'uso di DHEA nell'uomo. Gli effetti collaterali reperibili sono acne, aumento della peluria, mutamenti del timbro di voce, cambiamenti di umore. Questi effetti sono reversibili se l'uso del DHEA è discontinuo.
ANTIOSSIDANTI SINERGICI del dhea
Proantocianidine. Ricerche sui proantocianidine (derivante sia dai semi dell’uva, sia dalla corteccia di pini marini) hanno dimostrato che esse sono cinquanta volte più efficaci della vitamina e venti volte più della vitamina C nel combattere i radicali liberi.
Ginkgo Biloba: l’estratto di ginkgo biloba ha rivelato effetti sorprendenti sulle funzioni del sistema nervoso e circolatorio, includendo un aumento di energia.
Estratto di tè verde : il consumo di tè verde può inibire la formazione di nitrosammine durante i pasti ed anche la mutagenesi e la carcinogenesi svolgendo un’azione chemiopreventiva nell’uomo.